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CELLA DI LIEVITAZIONE HOMEMADE

2016.02.10: CELLA DI LIEVITAZIONE HOMEMADE

Eccomi di ritorno dopo un intensissimo periodo di lavoro che non mi ha lasciato alcuno spazio per il blog. Come promesso questa volta ho deciso di spiegarvi come ho realizzato la mia cella di lievitazione homemade.

Prima di costruirla ho ricercato sul web le soluzioni adottate da molti appassionati (di impasti o di birra) trovando foto/progetti di celle realizzate in legno, polistirolo, plastica, ecc. e riscaldate con lampadine, serpentine scaldanti, ecc.

Per la realizzazione della mia cella mi sono preposto i seguenti obbiettivi:

  • economica
  • facile da costruire
  • igienica e facile da pulire
  • coibentata, in modo da ridurre i consumi ed avere una temperatura uniforme all’interno
  • ermetica, in modo da mantenere l’umidità all’interno.

La soluzione è arrivata facilmente, il contenitore “ideale” secondo me è un vecchio frigorifero non funzionante … devo dire però che trovarne uno non è stato proprio facile ed immediato. I centri di riciclo non possono “restituire” i rifiuti e quindi con pazienza e passaparola, alla fine sono riuscito a trovarne uno.

Cella di lievitazione home made.ing.Pizza (1)Ho rimosso dal frigo tutti i componenti elettrici (compressore, luci, ecc.), l’ho pulito a fondo e ne ho ripristinato le guarnizioni con olio di vaselina. Il mio contenitore è quindi pronto, al suo interno ci sono tre comodi e spaziosi ripiani e la rimozione delle parti elettriche ha lasciato nella parete retrostante due fori essenziali per il passaggio dei successivi componenti. Per quanto riguarda il metodo di riscaldamento ho optato per un cavo scaldante da acquario (che non ha alcun problema di sicurezza in caso di eccessiva umidità) applicandolo all’interno tramite le apposite ventose. Queste ultime le ho incollate perchè l’umidità della cella tende a staccarle. La potenza del cavo scaldante da me scelta è di 75W, col senno di poi sceglierei 100W perchè l’inverno (avendo io posizionato la cella nell’unico spazio a me disponibile … in cantina) ci vogliono un paio di ore prima che la temperatura interna si stabilizzi. Grazie alla lunghezza del cavo sono riuscito a creare una discreta serpentina sul piano più basso del frigo ed a contornare tutto il perimetro dell’apertura.

Cella di lievitazione home made.ing.Pizza (2)

Per concludere il lavoro ho cercato uno strumento per gestire la striscia scaldante in base alla temperatura interna della cella. Di dispositivi atti a questo scopo ne esistono parecchi e cercando ho scelto un comodissimo e semplicissimo termostato a spina con sonda esterna (cavo lungo 2m). Esistono vari modelli, alcuni molto basilari con cui è possibile esclusivamente regolare la temperatura e altri più completi programmabili in accensione/spegnimento e temperatura. In linea di massima anche il modello semplice è più che adeguato, io però ho scelto un modello completo (vedere possibili migliorie) perchè mi garantisce un ampio range di controllo delle temperature (-20 / +70°) ed un’ottima precisione (0,5°C). L’installazione è stata immediata, da uno dei due fori del frigorifero ho fatto passare la presa di alimentazione del cavo scaldante e nell’altro ho inserito la sonda del termostato. Ho sigillato il tutto con del silicone ed il gioco è fatto.

Concludo riassumendo quanto serve:

  • un vecchio frigorifero non funzionante (0€)
  • un cavo scaldante per acquario da 75W / 100W (25-30€)
  • un termostato a spina con sonda esterna (30-70€)
  • pinza, cacciaviti e silicone

Come funziona? Io mi ci trovo benissimo, la temperatura interna è uniforme e per mantenere una buona umidità è sufficiente posizionare un bicchierino di acqua sul fondo.

Cella di lievitazione home made.ing.Pizza (3)

Eventuali migliorie che potrebbero essere sviluppate:

  • un miglior controllo del tasso di umidità … ma non saprei proprio come realizzarlo
  • l’utilizzo di un frigo funzionante per la gestione della cella al 100%, come accade nei prodotti professionali. In questo caso sarebbe quindi possibile definire e programmare differenti temperature, anche inferiori a quella ambiente (es. biga a 18°C).

Buon lavoro a tutti

ing.Pizza


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Una risposta a “CELLA DI LIEVITAZIONE HOMEMADE”

  1. Ciao, anch’io ho costruito una cella molto simile a questa nella quale ho però inserito anche una finestrella in plexiglas che mi consente di vedere l’evoluzione degli impasti senza necessariamente aprire e scombussolare temperatura ed umidità interna. Secondo me è comodissima.

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