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LA SPIA DI LIEVITAZIONE

LA SPIA DI LIEVITAZIONE

2017.12.11: La spia di lievitazione

Ciao a tutti, quest’oggi non vi propongo una ricetta,  ma un consiglio metodologico da utilizzare su ogni impasto: la spia di lievitazione.

Dalle varie domande che ho ricevuto,  mi sono infatti accorto che quasi nessuno di voi la utilizza e quindi ho deciso di raccogliere qui alcuni dei vantaggi che questi pochi grammi d’impasto di sacrificio vi possono dare. Per prima cosa ringrazio Patrizia Nofi (di cui potrete leggere l’articolo sulla spia di lievitazione su questa pagina) che sicuramente si è prodigata a lungo per diffondere in rete questa metodologia.

LA SPIA DI LIEVITAZIONE

Il metodo è molto semplice e veloce e l’attrezzatura necessaria è economica e di facile reperibilità:

  • un contenitore stretto e alto, ancora meglio se graduato
  • un elastico

Procedura:

  1. al momento della puntata o prima della formatura del vostro prodotto lievitato, tagliate una piccola parte di impasto (ca. 20-25gr);
  2. formate allo stesso modo dell’impasto principale;
  3. inserite nel contenitore avendo cura di ridurre al minimo gli eventuali vuoti;
  4. segnate con un elastico il livello limite che volete raggiungere (generalmente il raddoppio);
  5. coprite con pellicola;
  6. posizionate la spia vicino all’impasto che state preparando;

… fine!

Ma che vantaggi avrete nell’usarla?

La scelta dell’esatto istante in cui infornare è uno dei momenti più delicati della procedura di realizzazione di un prodotto da forno lievitato perché le variabili sono moltissime: temperatura, tipologia e stato del lievito usato, caratteristiche della farina, ecc.

Fatta questa premessa, è quindi chiaro che definire in una ricetta l’esatta tempistica da adottare in ambienti differenti è impossibile, al massimo si potrà dare un’indicazione o, come spesso si legge, si richiede di aspettare una precisa variazione di volume (generalmente 2 o 3 volte quella iniziale).

La spia di lievitazione vi aiuterà moltissimo in questo lavoro perché, semplicemente guardandola, potrete capire l’evoluzione del vostro impasto e  stimare quanto tempo manca all’infornata (in modo da preriscaldare il forno con il giusto anticipo).

Ci tengo comunque a sottolineare che affidarsi esclusivamente alla spia è sbagliato e il verdetto finale andrà comunque dato nel modo più classico e cioè testando la consistenza dell’impasto con il tatto e verificando che lo stesso non risulti né troppo elastico – siamo in anticipo – né troppo cedevole – siamo in ritardo – (ma questo magari lo approfondiamo in un futuro post 😉).

Provatela e se avete dubbi fatemelo sapere.

Alla prossima

ing.Pizza


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